Cattolici e liberali sono compatibili? No, secondo la secca
risposta con cui Luca Ricolfi conclude un interessante editoriale su La Stampa a commento della
rinascita del centro. Un editoriale molto acuto e ricco di spunti stimolanti,
con analisi corrette e l’enunciazione di realtà crude ma con cui fare i conti.
Ma al contempo uno scritto che passando dalla parte analitica a quella delle
conclusioni si spinge un po’ oltre il necessario, aggiungendo legittimamente
una sfiducia che però è personale. E il rapporto tra cattolici e liberali ne è
lo specchio: proveremo a vedere come le due realtà non solo siano compatibili,
ma abbiano storicamente collaborato molto molto spesso, e in certi casi
addirittura coincidano.
La verità vi farà liberi (Gv.8,32). Liberi e forti (don Sturzo). Il nostro mondo ha bisogno di un'inversione a U. Ma di un'inversione che sia conversione. Conversione del cuore. Conversione alla verità. Per essere liberi. E poiché liberi, forti.
martedì 20 novembre 2012
mercoledì 10 ottobre 2012
Operazioni cieli bui, luci della città
E ritornammo a riveder le stelle. Scrissi questo commento/idea l'8 gennaio del 2010...
Osvaldo
Luci
della città
Riveder
le stelle
La luce è vita. È sviluppo, è sicurezza. In città portare la
luce negli angoli bui vuol dire fare un salto di qualità a zone fino a quel
momento degradate, pericolose. Eppure oggi in città di luce ce n’è forse pure
troppa. E poi capita di trovare zone pubbliche dove l’illuminazione manca per
un periodo prolungato. Problemi di manutenzione, ma a volte anche il sospetto
che si chiuda un occhio sul buio di interi quadranti di lampioni, magari a
rotazione, per risparmiare un po’ di costo dell’energia sugli affannati budget
comunali. Eppure, sorpresa, può succedere di accorgersi che non sono sempre un
dramma i lampioni spenti su qualche tratto di strada o in qualche area che vive
solo di giorno. Anzi, magari si riesce a vedere le stelle, uno spettacolo ormai
dimenticato nelle nostre città. E a volte ci si rende conto che ci sono eccessi
di luce, fonti di illuminazione superflua, doppioni che portano solo
inquinamento luminoso e costano moltissimo alle nostre tasche.
Si possono
razionalizzare
i piani di
illuminazione?
Dovremmo ormai aver capito quanto l’energia sia un bene
prezioso, raro e costoso, il cui spreco non fa bene al pianeta. Allora forse le
città potrebbero ripensare interamente i loro piani di illuminazione, con una
razionalizzazione complessiva. Portare la luce dove serve, per la sicurezza. E
risparmiarla dove si può. Magari in certe strade bastano i fari delle auto. E
in qualche angolo, con la sicurezza garantita, uno sguardo alla Via Lattea può
valere più di qualche lampione. O in certi quartieri la luce può venire dalle
tante insegne accese: ecco, non si potrebbe pensare a un bilanciamento con le
insegne dei negozi? Degli sgravi in cambio dell’illuminazione? È un’idea.
Finché un giorno si potrà sognare di lampioni alimentati a pannelli solari o
piccole pale eoliche, chissà. In fondo si elevano verso il cielo, no?
martedì 26 giugno 2012
Impegno dei cattolici, ora o mai più
Fermento cattolico. L’Europa unita è l’ultimo degli obiettivi alti che il mondo cattolico risvegliato si è posto anche in un grande convegno. Un tema importante inserito nella ben più ampia riflessione in corso. Essere lievito nella società è l’obiettivo teologico, ma nel concreto politico qualcosa è andato storto se dal discorso a Cagliari Papa Benedetto XVI in poi si continua a invocare una maggiore presenza, un maggior impegno e una maggiore incisività dei cattolici nella vita politica italiana.
lunedì 18 giugno 2012
Nigeria, l'indifferenza colpevole sulla persecuzione dei cristiani
La situazione nigeriana è più complessa di quel che sembra, ma ci sono alcuni punti fermi. E questi riguardano più noi che loro. Quello che sta accadendo in Nigeria è una crisi che va letta attraverso più lenti, più livelli. E alla fine si scopre che la cosa più sconvolgente è soprattutto il silenzio dell’occidente che accoglie questi massacri, un silenzio indifferente ma anche complice, un silenzio ignorante ma anche suicida.
lunedì 4 giugno 2012
E se mettessimo insieme le forze sane che condividono la stessa visione?
Possibile che sia in vista un matrimonio di interesse e magari anche d’amore?
Il sistema bipolare è fallito, il leaderismo è stato un danno per il Paese, la politica dei sondaggi e non della lungimiranza ha rovinato l’Italia, l’origine della crisi è nell’aver trascurato i valori etici, il considerare l’avversario politico un nemico da distruggere ad ogni costo ha degradato la politica, la faziosità preconcetta ha fatto male alla Nazione. Un parlamento di nominati è un problema serio, occorre affrontarlo ridando ai cittadini-elettori il potere di scegliere i propri rappresentanti, con una legge elettorale pensata non nei propri interessi ma secondo l’interesse dell’Italia nei prossimi lustri. Magari proporzionale, e con qualche tipo di preferenza. Bisogna ricucire il Paese, lavorare tutti insieme, mettersi al servizio dell’Italia e non considerare le istituzioni al proprio servizio, ripartire dai contenuti. Essere moderati, non nel pensiero, non nell’impegno, ma nel metodo. Ci vuole non leaderismo ma collegialità. E poi nel concreto bisogna mettere al centro la persona e la famiglia, riformare il welfare per renderlo più efficiente e soddisfacente, con risparmi concreti ma non con tagli indiscriminati. Fare una riforma fiscale per alleggerire le tasse, e a questo scopo bisogna rivedere le funzioni stesse dello Stato per renderlo più leggero e ottenere risparmi, puntando prima di tutto sulla sussidiarietà. E via così: aiutare, giovani, donne e puntare su istruzione e ricerca, costruire una Europa più unita e più efficace… Si potrebbe chiedere: chi lo ha detto? È un programma abbastanza dettagliato, che non tutti possono condividere in ogni aspetto, si pensi ai temi etici, al rispetto della vita dal concepimento al termine naturale, si pensi alla libertà di educazione, al bisogno dell’intrapresa privata…
mercoledì 30 maggio 2012
Manifesto delle associazioni cattoliche per la buona politica
Noi pensiamo la politica come spazio privilegiato per la costruzione del bene comune, ovvero del bene di tutti e di ciascuno, e quindi come forma di carità.
Noi sosteniamo la buona politica che promuove la libertà e la giustizia, sa rispettare i valori e interpretare i bisogni del popolo, sa tenere nel giusto equilibrio le dimensioni dei diritti e dei doveri, sa trovare la strada della crescita nell’equità senza lasciare indietro i poveri, sa promuovere la vita e valorizzare la ricchezza come motore dello sviluppo, sa riconoscere il merito e mettere a frutto i talenti.
lunedì 28 maggio 2012
Famiglia risorsa per la società
I media non lo dicono, ma la scienza dimostra un rovesciamento nel pensiero corrente sulla famiglia. La famiglia “tradizionale” si scopre essere una risorsa per la società, essere la strada del futuro. La famiglia rende più felici e più produttivi socialmente. La famiglia fa bene. E non è per nulla uguale a tutte le altre forme di convivenze che si stanno diffondendo. Anzi, la loro diffusione non è la strada per un futuro migliore, ma è il sintomo di una crisi e di una disgregazione. Non sono il superamento della famiglia, ma il fallimento della società. Non è lo Stato, non è il mercato che si adegua allo sviluppo di nuovi modelli di famiglia, ma al contrario sono proprio essi a determinare questo sviluppo negativo tenendo sotto attacco costante una famiglia sempre più penalizzata benché sia determinante a costruire positività per tutta la società. Insomma, l’attacco alla famiglia è la via verso un suicidio sociale. Parola di scienziati.
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