lunedì 11 marzo 2013

Sul nome dei Papi, curiosità e qualche errore


Papa Benedetto XVI non è il sedicesimo Papa di nome Benedetto. Come Papa Giovanni XXIII non è il ventitreesimo Giovanni. E altri come loro. L’elenco dei nomi dei Pontefici, e dei numeri ordinali che li seguono, a uno sguardo attento riserva qualche sorpresa. A volte dovute alle vicende complesse della storia. Altre volte a pura sbadataggine. L’Annuario Pontificio tiene aggiornata ogni anno la lista ufficiale dei Pontefici che sono stati vescovi di Roma e quindi Papa da San Pietro in poi. 265 nomi storicamente consolidati, ma nel caso anche aggiornati secondo i più recenti studi critici, soprattutto in merito a qualche periodo più oscuro della storia dell’Europa e anche della Chiesa. Non un aggiornamento in base a meriti morali, ma solo secondo criteri storici ed eventualmente in qualche caso giuridici, laddove sorgano nuovi elementi per valutare la legittimità o meno di un Papa o aspirante tale. Nonostante questo ammirevole lavoro, nei periodi passati qualche confusione è stata fatta, e così si è finiti persino per sbagliare qualche nome di Papa regnante. Più d’uno, per la verità.

martedì 18 dicembre 2012

Benigni senatore a vita. Nonostante qualche appunto


Roberto Benigni senatore a vita. È una proposta seria, che pur non esclude di fargli qualche pulce con la matita rossa. Non si vede perché no, chi ci sia oggi meglio di lui, chi abbia al contempo più presa sugli italiani e più amore per l’Italia. La Costituzione (da lui illustrata lunedì sera nei principi fondamentali) dice che possono essere nominati senatori a vita personaggi che abbiano “illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”. 

martedì 11 dicembre 2012

Serve Mario Monti.


10 dicembre 2012
Sentiti ringraziamenti a Pierluigi Bersani. Ieri il segretario del Partito Democratico e candidato premier della sinistra ha fatto chiarezza su diverse cose. Forse non era sua intenzione, ma questo è il risultato. “Ho sempre detto che Mario Monti deve essere ancora utile per il Paese, per questo sarebbe meglio che rimanesse fuori dalla contesa”, ha risposto a chi gli ha chiesto cosa ne pensasse di un impegno del premier alle prossime elezioni. E in un’intervista al Wall Street Journal,, ad una domanda riguardo alla possibilità che dalle prossime elezioni non si raggiunga una chiara e stabile maggioranza di governo, Bersani ha risposto che vi sarebbe un’unica soluzione: “nuove elezioni”, escludendo quindi l’idea di un nuovo governo tecnico. Insomma, provo a tradurre: il vero avversario della sinistra è Mario Monti, di fronte al quale la sinistra potrebbe non vincere le elezioni (e questa ammissione nella situazione attuale è un clamoroso segno di debolezza). Monti è il vero rivale, quello capace di essere più credibile, più serio, più competente, di rispondere meglio alle esigenze del Paese e di una vasta area sociale che in Italia ora non è rappresentata, perché si sente illusa e tradita da Berlusconi ma certo non si fida della sinistra. 

Berlusconi e il PDL sfiduciano l'Italia


7 dicembre 2012
“Oggi siamo qui a dire che consideriamo conclusa l'esperienza di questo Governo”. Con queste parole Alfano ha provato ieri a seppellire l’Italia. Ancora una volta il teatrino delle ombre pidielline ha scelto sempre più nettamente la strada del populismo e degli interessi personali di pochissimi. Perché deve essere chiaro che non si tratta neanche della difesa di una classe sociale come la media borghesia che al contrario oggi è devastata proprio perché dal PDL è stata illusa e tradita. 

martedì 20 novembre 2012

Cattolici e liberali


Cattolici e liberali sono compatibili? No, secondo la secca risposta con cui Luca Ricolfi conclude un interessante editoriale su La Stampa a commento della rinascita del centro. Un editoriale molto acuto e ricco di spunti stimolanti, con analisi corrette e l’enunciazione di realtà crude ma con cui fare i conti. Ma al contempo uno scritto che passando dalla parte analitica a quella delle conclusioni si spinge un po’ oltre il necessario, aggiungendo legittimamente una sfiducia che però è personale. E il rapporto tra cattolici e liberali ne è lo specchio: proveremo a vedere come le due realtà non solo siano compatibili, ma abbiano storicamente collaborato molto molto spesso, e in certi casi addirittura coincidano. 

mercoledì 10 ottobre 2012

Operazioni cieli bui, luci della città

E ritornammo a riveder le stelle. Scrissi questo commento/idea l'8 gennaio del 2010...


Luci della città
Riveder le stelle

La luce è vita. È sviluppo, è sicurezza. In città portare la luce negli angoli bui vuol dire fare un salto di qualità a zone fino a quel momento degradate, pericolose. Eppure oggi in città di luce ce n’è forse pure troppa. E poi capita di trovare zone pubbliche dove l’illuminazione manca per un periodo prolungato. Problemi di manutenzione, ma a volte anche il sospetto che si chiuda un occhio sul buio di interi quadranti di lampioni, magari a rotazione, per risparmiare un po’ di costo dell’energia sugli affannati budget comunali. Eppure, sorpresa, può succedere di accorgersi che non sono sempre un dramma i lampioni spenti su qualche tratto di strada o in qualche area che vive solo di giorno. Anzi, magari si riesce a vedere le stelle, uno spettacolo ormai dimenticato nelle nostre città. E a volte ci si rende conto che ci sono eccessi di luce, fonti di illuminazione superflua, doppioni che portano solo inquinamento luminoso e costano moltissimo alle nostre tasche.

Si possono razionalizzare
i piani di illuminazione?

Dovremmo ormai aver capito quanto l’energia sia un bene prezioso, raro e costoso, il cui spreco non fa bene al pianeta. Allora forse le città potrebbero ripensare interamente i loro piani di illuminazione, con una razionalizzazione complessiva. Portare la luce dove serve, per la sicurezza. E risparmiarla dove si può. Magari in certe strade bastano i fari delle auto. E in qualche angolo, con la sicurezza garantita, uno sguardo alla Via Lattea può valere più di qualche lampione. O in certi quartieri la luce può venire dalle tante insegne accese: ecco, non si potrebbe pensare a un bilanciamento con le insegne dei negozi? Degli sgravi in cambio dell’illuminazione? È un’idea. Finché un giorno si potrà sognare di lampioni alimentati a pannelli solari o piccole pale eoliche, chissà. In fondo si elevano verso il cielo, no?

Osvaldo